# A cosa serviva il registro OAM per le crypto?
La sezione speciale gestita dall’Organismo Agenti e Mediatori (OAM) censiva i prestatori di servizi relativi alle valute virtuali e ai portafogli digitali operanti in Italia. Il decreto MEF del 13 gennaio 2022 ne disciplinava comunicazioni e flussi informativi.
L’iscrizione non attestava la correttezza di ogni prodotto offerto né rendeva automaticamente l’operatore sostituto d’imposta del cliente. Non va confusa con l’attuale autorizzazione come prestatore di servizi per le cripto-attività secondo MiCA.
# Il registro e gli invii trimestrali sono ancora attivi nel 2026?
Le comunicazioni OAM non proseguono come calendario trimestrale ordinario nel 2026. La relazione ufficiale OAM 2025 riporta la cessazione dell’obbligo con l’invio dei dati del terzo trimestre 2025.
Per gli operatori ammessi al regime transitorio, la prosecuzione dell’attività era legata ai requisiti previsti e alla presentazione tempestiva dell’istanza MiCA, fino al rilascio o diniego e comunque non oltre il 30 giugno 2026. Al 10 ottobre 2026 quella data è trascorsa: un vecchio numero OAM, da solo, non dimostra il titolo per operare oggi.
# Quali dati venivano comunicati all’OAM?
Il flusso storico previsto dal decreto comprendeva dati identificativi del cliente e informazioni sulle operazioni. Tra queste figuravano controvalori in euro delle disponibilità, numero e controvalore delle conversioni, oltre alle categorie di trasferimento previste dall’allegato.
Il controvalore delle crypto veniva rilevato con riferimento alla fine del trimestre. Queste informazioni non coincidevano necessariamente con il costo fiscale o con la plusvalenza del contribuente.
La cessazione dei nuovi invii non cancella i dati già trasmessi. L’accesso e l’utilizzo da parte delle autorità seguono le norme e le rispettive competenze: non è corretto promettere una trasmissione indistinta di ogni dato a qualunque ente.
# Come verifico oggi un operatore crypto?
- Identifica la società con cui hai il contratto, non solo il marchio o il dominio del sito.
- Consulta i registri dell’autorità competente e il registro MiCA pubblicato dall’ESMA.
- Controlla quali servizi sono autorizzati e se la società indicata corrisponde a quella del tuo rapporto.
Apri la pagina ufficiale ESMA con i registri MiCA. Gli elenchi cambiano: una lista statica di nomi in una FAQ rischia di attribuire a tutto un gruppo l’autorizzazione ottenuta da una sola società.
La presenza di un broker tra quelli importabili in MoneyViz riguarda la compatibilità tecnica dei dati. Non costituisce una certificazione dell’operatore.
# In che cosa DAC8 è diversa dagli invii OAM?
DAC8 riguarda la cooperazione fiscale e lo scambio internazionale di informazioni. Non è il nuovo nome del registro OAM e non sostituisce le autorizzazioni MiCA.
| Aspetto | OAM: flusso storico | DAC8: disciplina attuale |
|---|---|---|
| Periodo | Invii conclusi con i dati del terzo trimestre 2025 | Raccolta a partire dal 2026 |
| Frequenza | Trimestrale | Annuale |
| Primo invio italiano DAC8 | Non pertinente | Entro il 30 giugno 2027 per il 2026 |
| Contenuto | Dati del rapporto e operatività secondo il decreto OAM | Identificazione e dati aggregati per crypto e categorie previste |
| Scambio internazionale | Non era il meccanismo DAC8 | Tra autorità fiscali secondo la disciplina UE e gli accordi applicabili |
Per wallet personali, operatori esteri e categorie comunicate leggi la guida completa DAC8 e CARF.
# Se l’operatore comunica i dati, devo ancora dichiarare?
La comunicazione dell’operatore non sostituisce gli adempimenti del cliente. Occorre verificare separatamente plusvalenze, proventi, monitoraggio, imposta sul valore delle crypto e possibili esoneri.
Il solo numero OAM o l’autorizzazione MiCA non provano che il bollo sia stato pagato o che l’intermediario abbia applicato un regime fiscale per tuo conto. Servono le condizioni del rapporto e le certificazioni rilasciate.
Se ricostruisci uno storico in MoneyViz, usa i file originali e collega i trasferimenti tra conti propri. Poi verifica i risultati fiscali e i documenti della dichiarazione dell’anno interessato.