Chaos Labs lascia Aave: perché il guardiano del rischio se ne va?
DeFi Aave Governance
event 7 aprile 2026 schedule 10 min di lettura

Chaos Labs lascia Aave: perché il guardiano del rischio se ne va?

Il principale gestore del rischio di Aave, il protocollo DeFi da 26 miliardi di dollari, ha deciso di lasciare dopo tre anni e zero perdite. In questa analisi di MoneyViz esaminiamo le tre cause dell'addio e il paradosso di chi critica la centralizzazione altrui mentre perde i propri contributor indipendenti.

In sintesi

  • Chaos Labs ha lasciato Aave dopo 3 anni di collaborazione, durante i quali il protocollo è cresciuto da $5,2 a $26 miliardi con zero bad debt
  • Tre cause concrete: disallineamento strategico sulla gestione del rischio, complessità raddoppiata dalla transizione V3→V4, e gap economico ($5M offerti vs $8M necessari)
  • Esodo dei contributor: anche BGD Labs (febbraio 2026) e Aave Chan Initiative (marzo 2026) hanno lasciato — Chaos Labs è il terzo in due mesi
  • Il paradosso Kulechov: il CEO di Aave critica la centralizzazione di Drift, ma Aave Labs concentra sempre più potere allontanando i partner indipendenti
  • Nessun impatto immediato per gli utenti — LlamaRisk resta come risk manager — ma la transizione a V4 senza i contributor storici è il vero rischio

Immaginate di affidare la sicurezza di un caveau da 26 miliardi di dollari a un team che vi ha protetto per tre anni senza mai subire una perdita, e poi decidere che quel team costa troppo. In questa analisi di MoneyViz, ricostruiamo l’addio di Chaos Labs ad Aave, il più grande protocollo di prestiti decentralizzati al mondo.

Il 6 aprile 2026, Chaos Labs ha pubblicato sul forum di governance di Aave un annuncio definitivo: termina il proprio mandato di risk management. Non si tratta di una rottura improvvisa, ma di una decisione maturata nel tempo, con motivazioni concrete e pesanti.

Screenshot del post di Chaos Labs sul forum di governance di Aave: annuncio ufficiale della fine del mandato di risk management, con grafico del Total Value Locked a 26 miliardi di dollari
Il post di Omer Goldberg (Chaos Labs) sul forum di governance di Aave. In basso il grafico del TVL: da $5,2 a $26 miliardi in 3 anni. Fonte: Aave Governance Forum.

Chi è Chaos Labs e cosa faceva per Aave?

Dal novembre 2022, Chaos Labs era il principale fornitore di risk management di Aave, il protocollo DeFi che gestisce oltre 26 miliardi di dollari in prestiti decentralizzati. Il suo compito: monitorare ogni parametro critico del sistema — limiti di prestito, soglie di liquidazione, oracoli di prezzo.

Grazie al loro lavoro, Aave è cresciuto in modo esplosivo: da un TVL (Total Value Locked) di 5,2 miliardi di dollari fino ai 26 miliardi attuali, con oltre 2,5 trilioni di dollari di volumi cumulativi. Il dato più impressionante: zero bad debt — nessuna perdita non recuperabile — nonostante crolli di mercato, attacchi e periodi di estrema volatilità.

savings Cos’è il TVL (Total Value Locked)

Il TVL è il valore totale degli asset depositati in un protocollo DeFi. Indica quante risorse sono “bloccate” nei suoi smart contract come liquidità disponibile per prestiti, scambi o staking. È la metrica più usata per misurare dimensioni e fiducia di un protocollo: più TVL significa più capitale che gli utenti hanno deciso di affidare al codice.

account_balance Cos’è il risk management in DeFi

Nel mondo della finanza decentralizzata, il risk management è il processo di monitoraggio e calibrazione dei parametri che governano un protocollo di prestiti. Pensate al sistema come a una bilancia: da un lato chi deposita fondi (e guadagna interessi), dall’altro chi prende in prestito (e paga interessi). Se i parametri non sono calibrati correttamente, il protocollo rischia di non avere abbastanza garanzie per coprire i prestiti — quello che nel settore si chiama bad debt.

Perché Chaos Labs ha deciso di lasciare?

La decisione poggia su tre motivazioni concrete, rese pubbliche dallo stesso fondatore Omer Goldberg.

1. Un disallineamento strategico insanabile

Chaos Labs non ha usato giri di parole. «L’impegno non riflette più come crediamo debba essere gestito il rischio per un protocollo delle dimensioni di Aave», ha scritto Goldberg. Esiste una divergenza di visione profonda su come impostare la sicurezza di un colosso da decine di miliardi. La società specializzata in simulazioni di rischio non si riconosce più nell’approccio attuale di Aave Labs, l’entità che guida lo sviluppo del protocollo.

2. La transizione a V4 ha raddoppiato la complessità

Aave ha lanciato la versione 4, una rivoluzione tecnica con architettura “hub-and-spoke” (un nucleo centrale collegato a mercati periferici). Ne abbiamo parlato in dettaglio nell’articolo Aave V4: 55 miliardi senza banche, cosa cambia (disponibile anche su LinkedIn).

Questa novità porta con sé un problema enorme: bisognerà gestire contemporaneamente V3 (usata dalla stragrande maggioranza degli utenti) e la nuova V4. Come ha sottolineato Goldberg: «Il carico di lavoro durante la transizione non si dimezza. Raddoppia».

Senza il supporto degli altri grandi contributor che hanno lasciato di recente (BGD Labs e Aave Chan Initiative), mantenere gli standard di qualità richiesti diventa insostenibile. Chaos Labs ha sottolineato un punto chiave: non hanno progettato loro questa architettura.

3. Un gap economico insostenibile

Aave Labs aveva offerto un aumento del budget fino a 5 milioni di dollari. Chaos Labs ha risposto che, per mantenere il livello di servizio necessario con V3 e V4 in parallelo, il costo reale sarebbe di almeno 8 milioni di dollari all’anno.

Dopo tre anni di lavoro in perdita, la società ha deciso di non accettare un accordo che considerava economicamente insostenibile. Come ha scritto Goldberg: «Anche se l’aspetto economico fosse risolto, il disallineamento su come il rischio debba essere gestito resterebbe. Non è qualcosa che un aumento di budget può risolvere da solo».

Quanto costa gestire il rischio di un protocollo da 26 miliardi?

I numeri raccontano un paradosso: Aave genera circa $142 milioni di ricavi annuali ma offriva $5 milioni per la gestione del rischio — il 3,5% dei ricavi.

Aave: metriche chiave e budget risk management
MetricaValore
TVL$26 miliardi
Volumi cumulativi$2,5 trilioni
Ricavi annuali stimati~$142 milioni
Budget offerto a Chaos Labs$5 milioni
Budget richiesto da Chaos Labs$8 milioni
Bad debt in 3 anni$0
% ricavi allocata al risk management3,5%
Infografica: confronto tra ricavi annuali di Aave (142 milioni di dollari) e budget offerto a Chaos Labs (5 milioni), con zero bad debt in 3 anni
Il paradosso economico: Aave genera $142M di ricavi ma offriva il 3,5% per la gestione del rischio. Fonte: Chaos Labs, Aave Governance Forum.

A tutto questo si aggiunge il rischio legale. Nel mondo DeFi non esiste una regolamentazione chiara né una protezione per chi gestisce il rischio. In caso di eventi estremi — una liquidazione di massa o un errore di oracolo — la responsabilità resta nell’aria. Chaos Labs ha preferito uscire prima che la situazione diventasse troppo rischiosa.

Cos’è Aave V4 e perché complica tutto?

Aave V4 introduce un’architettura completamente nuova che richiede infrastrutture di rischio da costruire da zero.

La nuova versione adotta un modello “hub-and-spoke”: un nucleo centrale di liquidità collegato a mercati periferici specializzati. È un salto architetturale significativo rispetto alla V3, che operava con pool di liquidità isolati per ogni mercato.

Per il risk management, questo significa:

  • Nuovi modelli di simulazione da sviluppare
  • Nuove infrastrutture di monitoraggio
  • Supporto parallelo V3 + V4 per mesi (o anni)
  • Nessun accesso al design originale dell’architettura (progettata internamente da Aave Labs)

Stani Kulechov, CEO di Aave, ha risposto rassicurando: «Aave V3 resta pienamente operativo. Non c’è migrazione forzata, nessuna scadenza, nessun evento di urgenza. V4 è additivo». Ha inoltre sottolineato che LlamaRisk resta attivo come secondo risk manager del protocollo.

Chi altri ha lasciato Aave negli ultimi mesi?

Chaos Labs non è un caso isolato: è il terzo contributor di rilievo ad andarsene in meno di due mesi.

Timeline infografica: esodo dei contributor da Aave nel 2026 - BGD Labs a febbraio, ACI a marzo, Chaos Labs ad aprile
Timeline dell’esodo: tre contributor di rilievo hanno lasciato Aave in meno di due mesi. Fonte: Aave Governance Forum, CoinDesk, The Defiant.
Contributor che hanno lasciato Aave nel 2026
ContributorRuoloData uscitaMotivazione
BGD LabsSviluppo tecnico V3, infrastruttura governanceFebbraio 2026Divergenze sulla direzione del protocollo
Aave Chan Initiative (ACI)Governance, parametri di rischioMarzo 2026Tensioni di governance, wind-down entro luglio 2026
Chaos LabsRisk management principaleAprile 2026Disallineamento strategico, economico e tecnico

Marc Zeller, fondatore di ACI, ha scritto nel suo post di addio: «Ho costruito l’Aave Chan Initiative per far vincere Aave». L’uscita di ACI ha causato un calo dell’11% del token AAVE in un solo giorno, secondo FXStreet.

Su X gli analisti parlano apertamente di un modello in cui Aave Labs concentra sempre più potere decisionale, mentre i partner storici si sentono sempre meno coinvolti. Il timore diffuso: il protocollo sta perdendo know-how prezioso proprio mentre si prepara al salto più ambizioso della sua storia.

Il paradosso: Aave critica la centralizzazione ma la pratica?

La vicenda assume un sapore ironico se si guarda a quanto dichiarato dal CEO di Aave appena quattro giorni prima.

Il 2 aprile 2026, commentando l’exploit di Drift Protocol (ne abbiamo parlato anche su LinkedIn) — causato da social engineering su chiavi amministrative e da un’eccessiva centralizzazione del multisig — Stani Kulechov ha scritto su X: “This is not DeFi”.

Tweet di Stani Kulechov (CEO Aave) che commenta l'exploit di Drift Protocol scrivendo This is not DeFi, 2 aprile 2026
Il tweet di Stani Kulechov: “This is not DeFi”. Quattro giorni dopo, Chaos Labs lascia Aave citando un eccesso di centralizzazione. Fonte: X (ex Twitter).

Con questa frase ha voluto sottolineare come Drift fosse riuscito a congelare i prelievi proprio grazie alla centralizzazione del protocollo, arginando il sell-off massivo.

Risulta quindi ambiguo che lo stesso Aave segua una traiettoria simile. Concentrandosi progressivamente nelle mani di Aave Labs — che controlla marchio, comunicazione e una quota significativa del potere di voto — il protocollo sta allontanando, uno dopo l’altro, i contributor indipendenti che hanno costruito gran parte della sua infrastruttura e della sua sicurezza.

balance Il dilemma della decentralizzazione

La DeFi nasce dall’idea che nessuna singola entità debba controllare un protocollo finanziario. Ma nella pratica, quasi tutti i grandi protocolli hanno un’azienda centrale (Aave Labs, Uniswap Labs, Compound Labs) che guida lo sviluppo. Il punto critico non è avere un team di sviluppo — è quanto potere decisionale quel team concentra rispetto alla comunità di contributor e alla governance decentralizzata (DAO).

Cosa cambia per chi ha fondi su Aave?

Per ora, nulla cambia per gli utenti. Ma la transizione è il vero banco di prova.

I parametri di rischio attuali restano attivi. Il protocollo continua a funzionare esattamente come prima. Chaos Labs ha garantito un passaggio di consegne ordinato e ha proposto un piano di transizione.

Le domande aperte riguardano il medio termine:

  • Chi prenderà il testimone nella fase più delicata della storia di Aave?
  • Riuscirà il DAO ad attrarre talenti di altissimo livello con budget più contenuti?
  • La transizione verso V4 sarà gestita con la stessa attenzione maniacale al rischio che ha reso Aave famoso?

Con uno strumento come MoneyViz, chi ha posizioni DeFi su Aave può monitorare in tempo reale lo stato dei propri depositi e l’esposizione ai diversi mercati del protocollo, tenendo sotto controllo eventuali variazioni nei parametri di rischio.

receipt_long Nota fiscale: DeFi e dichiarazione dei redditi in Italia

I rendimenti generati da posizioni di lending su Aave (e su qualsiasi protocollo DeFi) sono soggetti a tassazione in Italia. Dal 2026, le plusvalenze su criptoattività sono tassate al 33% (legge di bilancio 2025). È fondamentale tracciare tutte le operazioni — depositi, prelievi, interessi maturati — per una corretta dichiarazione dei redditi. Su blog.moneyviz.it trovi guide dettagliate sulla fiscalità crypto in Italia.

Quale lezione per l’ecosistema DeFi?

L’addio di Chaos Labs non è solo la fine di un contratto: è un segnale per l’intero ecosistema.

Anche i protocolli più grandi e maturi devono continuamente bilanciare crescita, innovazione e sicurezza. Quando uno dei “guardiani” più esperti decide di lasciare, è il momento di fermarsi e riflettere.

Come ha scritto Goldberg stesso: «Nonostante non si sia d’accordo sulla strada da percorrere, credo che Aave Labs stia facendo ciò che ritiene sia nel migliore interesse di Aave».

La comunità e il DAO di Aave hanno ora davanti a sé una sfida decisiva: dimostrare che possono continuare a gestire un gigante da 26 miliardi di dollari con la stessa professionalità di sempre, anche senza i nomi storici che li hanno accompagnati finora.

La risposta a questa sfida determinerà se Aave resterà il protocollo di lending più solido della DeFi o se inizieranno a emergere le prime crepe.

Fonti

Aggiornato al 7 aprile 2026 — Fonti: Chaos Labs (Aave Governance Forum), CoinDesk, FinanceFeeds, WuBlockchain

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Danilo Giudice, Content Strategist MoneyViz
Autore

Danilo Giudice

Content Strategist, MoneyViz

Content Strategist MoneyViz, CMO Routescan, CMO 0Var, co-founder Bitcoin Sicilia, co-founder ETHNA. Costruisce narrative che traducono la complessità blockchain in contenuti accessibili per investitori e community.

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